mercoledì 2 dicembre 2015

sabato 31 ottobre 2015

Tra Unipol e Bnl

Riaperta ai veicoli via Rizzoli dopo 10 mesi di chiusura!
E' forse per avere voluto rafforzare la netta separazione tra Unipol e Bnl che anche il nuovo marciapiede a servizio del sistema Crealis (ex Civis) è stato interrotto davanti al passo carraio che ne separa le sedi?
Non credo, anche perchè l'eclettismo architettonico/ingegneristico (...o geometristico ...o muratoristico) non dà certo il meglio di sè in questa installazione così poco elegante.

Non sarà che...?
No! E' impossibile! Io quel passo carraio lo ricordo lì, proprio lì, anche prima dell'inizio dei lavori!

Mah...

lunedì 26 ottobre 2015

L'incrocio

Erano tantissimi anni che non si vedeva un attraversamento pedonale all'inizio di via Marconi. Non so neanche se ci sia mai stato dopo la realizzazione del sottopasso pedonale sotto l'incrocio tra via Marconi, via Ugo bassi, via San felice e piazza Malpighi.

Forse non c'era perchè da tanti anni, ogni giorno lavorativo, quell'incrocio è attraversato da quasi 2500 (duemilacinquecento!) bus, ed è perciò facile ipotizzare che i vecchi amministratori abbiano pensato di lasciare un "polmone" ai bus in uscita da via San Felice e da via Ugo Bassi, riducendo quanto più possibile ogni conflitto con i pedoni.

Poi mi sa che sono arrivati i giovani (no! Non quelli dell'esercito del surf cantato da Catherine Spaak!) che, certi dell'errore dei predecessori, hanno deciso di mettere un attraversamento pedonale all'inizio di via Marconi, ed un altro, adiacente, alla fine di via Ugo Bassi, ma non prima di avere rifatto la segnaletica su via Toscana (con anni di anticipo sulla soluzione dei problemi del "nodo" di Rastignano) e su via Saffi (rallentando la velocità dei veicoli, quasi a dire che è così che si riducono gli incidenti, ...e se i veicoli li fermiamo, gli incidenti non si fanno più).

Mi sa tanto che sono gli stessi giovani che all'università (...forse già dalle scuole elementari!) hanno studiato che nel 2015 tutti si sarebbero spostati col teletrasporto e che adesso, chiusi nei loro uffici, si sono dimenticati di affacciarsi alla finestra per vedere con i propri occhi che le cose non stanno così.

Il sonno della ragione genera mostri. Ma anche la nebbia nell'anima non scherza...

giovedì 22 ottobre 2015

La bicicletta

Dedicato a chi crede (e ancora cerca di convincermi) che se una bicicletta percorre una corsia riservata ai veicoli pubblici, deve poterlo fare, perchè non può essere che dia fastidio.
Intanto i bus rallentano, ritardano, ...si fermano.

Mostrare di saper vestire i panni dell'"utile idiota" non è il solo modo di apparire umile.

venerdì 16 ottobre 2015

Visuale /3

Cosa si riesce a vedere dal posto guida di un bus?
In una foto panoramica, di quelle che da qualche anno si possono fare con qualsiasi smartphone, si può mostrare quasi interamente.

Davanti al bus, attraverso il parabrezza posso vedere quasi tutto, da un metro davanti a me all'infinito.
Anche a sinistra, sporgendomi un po', riesco a vedere molto, ma non la parte piu vicina alla fiancata.
A destra, invece, riesco a vedere molto meno, e in presenza di passeggeri, posso vedere direttamente cosa accade all'esterno del bus solamente attraverso una fessura verticale larga poco più di 10 centimetri.
Per fortuna, però, ci sono due specchi retrovisori esterni che mi permettono di vedere cosa accade lungo le fiancate, anche se solo indirettamente attraverso un'immagine riflessa: i due specchi proiettano due "coni" diversi, uno più ampio a sinistra e l'altro meno a destra, per le diverse distanze degli specchi dal posto guida / punto di osservazione.

Per le ridotte possibilità di vedere all'esterno del bus, particolarmente lungo la fiancata destra, chè è, inoltre, la più vicina al marciapiede, non è mai sbagliato installare lungo il margine barriere che impediscano, in particolare ai pedoni, di occupare la carreggiata nella parte in cui sarebbe impossibile, all'autista, rilevare la loro presenza: a questo servivano le barriere all'incrocio tra via Indipendenza, via Rizzoli e via Ugo Bassi, a questo serviva quella installata all'incrocio tra via Irnerio e viale Filopanti.

E' stato, perciò certamente un errore rimuoverle.
E' stato, perciò certamente folle (!!!) collocare, all'incrocio tra via Irnerio e viale Filopanti, una pista ciclabile proprio in quel tratto di marciapiede.

Non calpesterò neanche questa volta la mia dignità con la pratica del "cazzaminchiaffanculing" alla quale avrei certamente aderito "a caldo".
Pongo perciò solamente una domanda: sono solamente io a considerare criminali questi comportamenti?

P.s.: da circa 10 anni una sentenza del Giudice di Pace di Bologna ha annullato un verbale della Polizia Municipale di Bologna redatto a carico di chi, alla guida di un bus che svoltava a destra da viale Ercolani a via Massarenti, ha investito un pedone che passava col verde su un attraversamento pedonale. La stessa sentenza ha annullato la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida disposta dalla Prefettura di Bologna. Sulla base della stessa sentenza il Tribunale Amministrativo Regionale di Bologna ha annullato anche il provvedimento di revisione della patente di guida richiesto dalla Motorizzazione Civile di Bologna alla ricezione del verbale di contravvenzione.
Se in futuro dovesse accadere qualcosa di simile in questi o in altri punti della città, questa sentenza non resterà nelle banche dati giuridiche, e saranno veramente poche le istituzioni che potranno dire di non avere saputo!

mercoledì 7 ottobre 2015

Fermata "Muffa"

Per questo alla Muffa c'è un golfo di fermata.
La legge parla chiaro: "[...] In ogni caso, le aree di fermata, ove possibile, devono essere collocate in spazi esterni alla carreggiata, dotati di agevoli raccordi di entrata e uscita.".
E alla Muffa ci si era riusciti bene!

Allora perchè proprio sull'agevole raccordo di uscita, sono stati messi l'attraversamento pedonale, la rampa handicap per raggiungerlo e il palo che lo segnala?

Anche qui qualcuno ha richiesto, altri hanno progettato, altri ancora hanno costruito,
...e qualcun'altro ha anche autorizzato?!

Mah...

venerdì 2 ottobre 2015

L'agenzia

La vacanza comincia col viaggio. Perciò quest'estate, diretto in Sicilia, il viaggio è diventato una bella occasione per incontrare amici che normalmente sento solo al telefono.

Tra questi, un pubblico amministratore di un piccolo comune dell'Appennino, conoscendomi bene, ha voluto chiedermi un aiuto a capire perchè per il prolungamento di poche centinaia di metri del percorso della linea di bus che attraversa un borgo del suo paese, alla sua amministrazione sia stato chiesto un contributo economico tanto elevato.

Così, una mattina, fatte alcune telefonate agli enti competenti, abbiamo scoperto che l'agenzia del trasporto pubblico locale, per quel prolungamento pagherebbe, all'azienda di trasporto pubblico, un prezzo compreso tra i 20 e i 22 euro per ogni ora di servizio in più fornito.
Ma abbiamo anche scoperto che, per ciascuna delle stesse ore di servizio incasserebbe dagli enti locali serviti circa 50 euro.

Allora abbiamo voluto approfondire e ci è stato spiegato che "se fosse così potrebbe essere solamente per far gravare sulla fiscalità generale il costo di un servizio altrimenti insostenibile ai prezzi di mercato ... ecc. ecc.".

Assai poco convincente.
Di preciso che strada fanno quei soldi per diventare "fiscalità generale"? ...se un'ora di servizio è pagata 50 dal comune all'agenzia, la stessa ora di servizio è pagata 22 dall'agenzia all'azienda di trasporto e, sempre la stessa ora di servizio, è pagata 9 dall'azienda di trasporto all'autista, che si dice, però, costituire il 60% del costo del servizio (30 su 50?! 13 su 22?! 12 su 20?!), ...mi domanda l'amico pubblico amministratore.

Cosa ne posso sapere io!
Da 9, se è il 60%, si sale a 15, che è già molto meno di 22 e moltissimo meno di 50.
O, forse, per quell'agenzia lavorano moltissime persone!

Ma, alla fine, chissenefrega!
In Emilia Romagna non sarà certamente così.

domenica 27 settembre 2015

Visuale /2

Quando sali su un bus, tra poche cose che è importante sapere se sali dalla porta anteriore, c'è che devi proseguire verso la parte posteriore del bus.
Perciò, possibilmente presumendo che i più siano indotti a tentare di raggiungere il parabrezza o il posto guida, a Bologna si è pensato di dare un'indicazione chiara e autorevole a chi sale, apponendo una fila di grandi frecce gialle all'ingresso...

La posizione è certamente la migliore: quella più immediatamente visibile da chi sale a bordo!

Poco importa che quella decorazione sia stata apposta in posizione tale da ridurre significativamente la visuale a destra del posto guida.
Poco importa se quello che non riesco a vedere è l'area di sosta a destra del capolinea...

Importa, invece, certamente moltissimo che io non riesca a vedere alla mia destra il ramo d'incrocio dal quale provengono i veicoli ai quali io devo dare la precedenza.

Al controllo periodico del ministero dei trasporti, chi ha firmato l'omologazione?

giovedì 24 settembre 2015

Fascia d'ingombro /2

Nel 2009 scrivevo il post "Fascia d'ingombro". Uno sfogo. Ma anche una sorta di promemoria messo lì per poter confermare a me stesso, con la velocità di un "click", che le cose che ricordo sono reali e non sogni.
La norma esiste ed è nei programmi di studio di scuola guida per il rilascio della patente.
Ma pare ignorata da chi progetta la segnaletica.
Fatto sta che, se all'interno della fascia d'ingombro occupata da un bus che, con tutti i suoi 18 metri, svolta a sinistra da via Beroaldo a via Andreini, ci metti un'area di sosta, non fai una cosa ben fatta.

E lo osservi bene nel momento in cui quell'area di sosta viene occupata (da una barca!), costringendo il bus a completare la svolta contromano.

Ora domando: se l'Isis invece di fermarsi a sud di Roma facesse un salto all'assessorato alla mobilità di Bologna, non troverebbe da impratichirsi un po'? ...con profitto per tutti.

lunedì 17 agosto 2015

Strade

“Non si costruisce dove muore l'acqua!”

Non ricordo se l'ho sentita a scuola (I.T.S.G. “A.Pacinotti”!), da un qualche professore, o in cantiere, da un qualche vecchio manovale, ma è una frase che mi è immediatamente risuonata nelle orecchie quando ho visto come è stato preparato il sottofondo della pavimentazione all'inizio di via San Felice.

Eppure, pochi metri più in là, all'incrocio tra via Ugo Bassi e via Marconi, c'è stata ben più cura a prepararlo, il sottofondo!

Da una parte, quanto durerà più di due o tre inverni la nuova pavimentazione all'inizio di via San Felice, spinta su dall'acqua che le gelerà sotto per non avere potuto defluire?
Dall'altra, quanto più tempo durerà la pavimentazione che vedrà scorrere via l'acqua che si potrà infiltrare nella fessura che certamente si creerà tra sottofondo e base della pavimentazione a causa di vibrazioni e differenti dilatazioni termiche?

Qualcosa mi suggerisce che in passato, sull'appennino, gli ingegneri dell'antica Roma abbiano fatto comunque meglio.